La situazione attuale, però, si sta pian piano ritorcendo contro la Lega e, forse, anche l'accelerazione nello sbarco in Europa sembra essere una voglia di compensare qualche scivolone interno, che ha potuto allontanare i tifosi, prima che si cada in errori più grandi.
A questo proposito nell'ultimo periodo si sono aperte 3 situazioni che rispetto alla NBA di qualche anno fa non credo sarebbe accadute e che di seguito valuterò.
Premetto che la NBA, attualmente, vive tra l'idea che i tifosi hanno, l'ambizione reale di giocarvi che hanno i giocatori e quello in cui la Lega si è trasformata.
I tifosi "perdonano" qualche eccesso nell'abbandono di difesa e tattica per lo spettacolo ed ancora idolatrano i giocatori cercando in ogni modo di assistere alle partite, magari non intense, ma in cui gli attacchi dominano ed il proprio giocatore preferito è autore di prestazioni al di sopra della media... riferita a prestazioni di una gara "normale" europea.
I giocatori sono attirati nel giocare in NBA, ma ora i contratti NIL in NCAA stanno facendo preferire ad alcuni i college e parlo non solo di giocatori statunitensi, ma anche di giocatori europei che entrano nel college basket dopo esperienze da professionista, magari essendo classificati meglio della loro età.
La NBA sta cambiando, i risultati sono, almeno in regular season, sproporzionati rispetto alle altre Lega, i numeri di ogni singolo giocatore tendono a lievitare e l'attivazione dei Play-In, che inizialmente aveva fatto rimanere in corsa un numero maggiore di squadre, ora sembra aver creato una frattura tra squadre top e squadre flop che si percepisce già ad oltre 20 partite dalla fine.
Fatte queste premesse iniziamo con la prima situazione, legata all'ultimo punto descritto ovvero la situazione che si sta perdendo di vista riguardo al tanking.
Molte squadre tendono a farcire i roster di giocatori presi con two-way contract o presi per fare panchina nelle gare che contano, magari non tanto per realmente salire al draft o meglio di avere più possibilità di salire, ma forse semplicemente per dare una collocazione ad alcuni prospetti in vista della stagione successiva.
Questo si trasforma in partite come Memphis at Utah del 10 aprile, finita 101 a 147 in cui:
- Memphis è scesa in campo con solo 6 giocatori, di questi 4 hanno giocato da titolari meno di 8 gare nella stagione (meno del 10), Rupert 16 e solo Mashack ha 31 partite (38%) e fanno in totale 24 gare da starter
- Utah è scesa in campo con 7 giocatori, di cui 3 intorno al 20% di gare giocate .
- Utah segna 118 punti a partita, ne ha segnati 147
-Nella partita ci sono state 3 triple doppie con Mashack 13p-15r-14a condite da 10 palle perse per Memphis e Mbeng 27p-11r-11a e Konchar 11p-11r-10a
Questi dati fanno capire che entrambe hanno finito ad oltre 10 gare di distanza dai Play-In e che al momento della gara erano già in ferie da tempo.
E' quindi una gara che può aver fatto business per la NBA? Probabilmente no, ha solo avvicinato le squadre alla fine della stagione in cui non hanno avuto nulla da dire.
A questa gara si collega, quindi la questione dei numeri "gonfiati" ed all'83 di Adebayo.
Non sono qua per giudicare il fatto che lui non avesse il pedigree per poter fare questa prestazione, che ricordiamo essere la seconda All time per punti, ma per farlo su quale sia l'ambiente che ha generato questa prestazione.
Come chiunque sa: segnare in una gara che "conta" o in una più soft è diverso.
Adebayo ha dimostrato fame e voglia di emergere, era probabilmente la miglior opzione possibile in campo ed il fatto che una squadra in cerca di un posto al Play-In vada a sfidare una che si trova nella situazione della partita precedentemente descritta ha fatto il resto.
La NBA sta diventando una macchina social ed avere una prestazione simile fa aumentare le visualizzazione e se dopo 2/3 quarti si ha l'aria dell'impresa è giusto cavalcarla.
Logicamente poi bisogna sempre fare 83 punti, ma per la Lega avesse chiuso a 60-70-80 o 83 non sarebbe cambiato perchè paradossalmente, se vedo una classifica marcatori con 2 oltre i 30 di media e 33 oltre i 20 (solo 10 anni fa erano uno solo oltre i 30 e 22 oltre a 20 punti a partita) vuole dire che è una lega in cui si segna e quindi non fanno più effetto i trentelli o i quarantelli, per i contenuti social serve qualcosa di più.
Concludo con la scelta della Lega che per un tifoso è la peggiore: il load management.
Questa è una cosa fuori da ogni logica per uno sport professionistico e per un business che fa della presa sui tifosi il suo marchio.
Non sono pochi gli esempi di tifosi che sui social hanno raccontato di aver fatto chilometri e speso un bel po' di soldi per poi arrivare al palazzetto e vedere che il loro idolo era in load management e non avrebbe giocato, chi li rimborserà di questo?
Il load managemente non è altro che uno stratagemma per far finta di salvaguardare le star, ma il fatto che nel tempo si siano predisposte correzioni vuol dire che non può essere rettificato perchè non è una scelta che porta business, ma allontana i tifosi.
In questa stagione, poi si è arrivati alla fine ed il fatto di aver "risparmiato" le star, collegato a qualche infortunio, ha reso ineleggibili alcuni se non i top dei candidati all'MVP (leggasi hanno giocato meno di 65 partite su 82!!!!)
Ora la NBA vorrebbe ridurre le partite, ma a questo deve corrispondere l'abbandono della gestione delle gare perchè se un Doncic, uno Jokic o un Wembanyama andranno a giocare meno di 50 gare potrebbe essere difficile mantenere l'attaccamento alla Lega da parte dei tifosi.
Per queste 3 situazione, quindi, la NBA sembra essere entrata in un sistema che peggiora la situazione perchè si è voluto troppo spingere sullo Star system e sullo spettacolo perdendo la vicinanza a quello che i tifosi vogliono, il gioco!
E se ora la NCAA porta al gioco, da anni più tattico e spesso agonistico, anche un carico di denaro paragonabile...

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